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I cavalli selvaggi dell'Aveto: lo studio dei branchi rinselvatichiti

Al XXVII convegno nazionale della società italiana di etologia l'argomento è stato oggetto di interesse

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L’interesse scientifico suscitato dai cavalli selvaggi dell’Aveto, già testimoniato dal coinvolgimento dell’università di Genova, ha ottenuto un ulteriore importante riconoscimento dalla partecipazione al XXVII Convegno nazionale della Società Italiana di Etologia. Presente la referente scientifica del progetto, la naturalista Evelina Isola che ha presentato la relazione "Prime osservazioni su una popolazione rinselvatichita di Equus Caballus della Valle Sturla (Genova)".  Ciò è stato possibile grazie all'appoggio del DISTAV (Dipartimento di Scienze della Terra, Ambiente e Vita) dell'Università di Genova, i cui studenti di Scienze Naturali conducono i monitoraggi dei cavalli per le loro tesi.
 

Come si evidenzia da molti lavori sul tema, il fenomeno del “re-wilding”, dovuto all’abbandono dei pascoli e delle aree rurali, sta interessando sempre di più le regioni Alpine e Appenniniche, con il ritorno dei grandi predatori, e anche di animali che attualmente vivono in ambiente controllato o ritenuti estinti in natura. In conseguenza di ciò, alcuni animali di origine domestica stanno ripopolando le aree naturali.


Lo scopo del lavoro di osservazione è lo studio della popolazione di cavalli rinselvatichita che vive nell’Appennino ligure, nell’entroterra del Golfo del Tigullio. I risultati presentati derivano dalle osservazioni sistematiche avvenute nel 2015 e 2016 per circa 600 ore sul campo e precedute da due anni di osservazioni sporadiche. L’area di studio comprende parte del Parco Naturale Regionale dell’Aveto ed è inclusa all’interno di un Sito di Importanza Comunitaria.


Gli habitat più interessanti alla presenza dei branchi sono le faggete e le aree a pascolo con Nardus stricta. Il branco studiato deriva da una decina di cavalli di proprietà, lasciati al pascolo brado una ventina di anni fa, che ha dato vita ad una popolazione di Equus caballus rinselvatichita, le cui nuove generazioni, nate in natura, non hanno mai avuto rapporti diretti con l’uomo. Tale popolazione risulta divisa in cinque branchi, i cui componenti sono stati fotoidentificati e monitorati: è stato dunque possibile riconoscere le gerarchie di ciascun gruppo e descriverne le dinamiche sociali.


Di grande interesse è lo studio sul comportamento equino, le interazioni tra il branco e i predatori naturali, come il lupo e con le attività rurali ancora presenti in zona. Parallelamente all’interesse scientifico, resta viva la partecipazione di studiosi e appassionati alle escursioni di Horsewatching guidate dalla stessa Evelina Isola, naturalista e guida ambientale , inserite nelle attività di tutela e valorizzazione del branco selvaggio e del territorio in cui esso vive, proprie del Progetto I cavalli selvaggi dell’Aveto Wild horsewatching ®.

Redazione
Fonte: I Cavalli Selvaggi dell'Aveto

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