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A Parma sfilano le carrozze e incantano la città

Domenica piena di sole e di carrozze: come ogni anno, la locale Sezione Arma di Cavalleria ed Amici del Cavallo in collaborazione con il Gruppo Italiano Attacchi e il Comune di Parma ha organizzato una sfilata di carrozze di tradizione nella città di Parma.

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Il corteo di carrozze sulla via del ritorno verso la Cittadella.

Photo Credit Ermes dall´Oglio e Giovanni Vitale

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In ingresso nel Parco Ducale Emanuele Duchi e Marco Gentile.


Photo Credit Ermes dall´Oglio e Giovanni Vitale

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Simone Gabrieli con alle spalle il Palazzo Ducale dopo la solenne benedizione.


Photo Credit Ermes dall´Oglio e Giovanni Vitale

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Matteo Pellizzer guida la sfilata in uscita dalla Cittadella.

Photo Credit Ermes dall´Oglio e Giovanni Vitale


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Photo Credit Ermes dall´Oglio e Giovanni Vitale


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Photo Credit Ermes dall´Oglio e Giovanni Vitale


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Photo Credit Ermes dall´Oglio e Giovanni Vitale


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Photo Credit Ermes dall´Oglio e Giovanni Vitale


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Photo Credit Ermes dall´Oglio e Giovanni Vitale


di Paola Corsaro e di Marco Gentile 
Photo Credit Ermes dall’Oglio e Giovanni Vitale



Quindici equipaggi, tutti rigorosamente in tenuta d’epoca, hanno attraversato le vie del centro storico con partenza dalla Cittadella, sosta al Parco Ducale (oggi sede del Comando dei Carabinieri), dove un rappresentante dell’Arma, colonnello Salvatore Altavilla, ha tenuto un discorso augurale preceduto dalla benedizione di don Umberto Cocconi, diretta a uomini e cavalli.



Molto il pubblico che, tra l’estasiato e il sorpreso, ha applaudito il corteo, che ha donato al Parco, per un giorno, il profumo di altri tempi, quando anche la lentezza dello scorrere delle ore in carrozza aveva un altro valore. Una giornata diversa per la città: questo è quanto è stato espresso dalle Autorità intervenute, fra cui Paola Mattiazzi, Presidente dell’Associazione Arma di Cavalleria e Amici del Cavallo.


Una tradizione che incanta: carrozze d’epoca quasi tutte originali, come il Demi-phaeton degli inizi ‘900, costruito da Jux Bernard, a Besançon (FR); quattro Tabacchiere della metà dell’800 di noti costruttori francesi come Firmin Carbonièr, Espedeillac, Boisse’Niort, o Jak Frei svizzero; sei Break di fine ottocento anch’essi “firmati” da Depigny o da Pedriz, dal grande Cesare Sala di Milano o dall’ungherese Horac Senohrady per il tiro a 4 di muli.


E poi una Dottorina e un Landau di fattura francese, una Wagonnette, un Dos a Dos di Orsaniga di Milano, una Milord di Faraux. Equipaggi provenienti da Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana e Emilia Romagna. Cavalli di tantissime razze, dal lipizzano al palomino, all’hafliger, al frisone, al gelder in attacco singolo o pariglia fino al particolarissimo tiro a 4 di docilissimi muli.


Nel pomeriggio alla Cittadella le carrozze hanno partecipato al Concorso di Eleganza con giudici internazionali AIAT che hanno assegnato il podio per i tiri singoli pony a Paolo Lascialfari, seguito da Marco Gentile e da Marco Domenghini; per i tiri singoli a Igino Soldi, davanti a Giuliano Barni e a Emanuele Duchi; per le pariglie a Roberto Bergaglio, seguito da Matteo Zucchi e da Simone Gabrieli.


Secondo Trofeo Città di Parma a Matteo Pellizzer per il suo tiro a 4 di muli attaccati a un Break ungherese di inizio 900. Ad Anna Della Vedova con Break e pariglia di frisoni premio quale rappresentante femminile alla guida. I premi sono stati consegnati dall’assessore Tiziana Benassi, dalla Presidente dell’Arma di Cavalleria Paola Mattiazzi e dal presidente GIA, Enzo Calvi.


Giro d’onore sulle note musicali più adatte a questa città votata alla musica e tanti, tanti applausi dal pubblico. Arrivederci al 27 Settembre 2020 ancora più speciale per le celebrazioni di Parma Capitale della Cultura 2020.


Siamo arrivati per tempo in Cittadella, ma poi come sempre, tra lo strigliare e spazzolare i cavalli, pettinarne code e criniere col districante, nettarne e lucidarne gli zoccoli, vestirli dei finimenti sui quali ci si sofferma lucidare un angolo rimasto opaco, tra ravvivare con un panno la cera sulle parti in legno della carrozza ed il vestirci noi stessi con gli abiti della festa, arricchiti con gli accessori di classe, ecco che improvvisamente redini alla mano, il tempo sfuma e si deve salire a cassetta, muovere ciascuno il suo antico legno alla volta del centro di Parma.


Già nell’anfiteatro erboso della Cittadella molti curiosi si infiltrano fra gli equipaggi, osservando con ammirazione e stupore la solerzia del gran spolvero cui era intento ciascun concorrente.


La frenesia della partenza richiama davvero una moltitudine di persone: padri e madri con i figlioli (sono davvero tanti i bambini presenti con gli occhi rapiti dalla meraviglia!), fidanzati, sportivi del jogging incappati nella kermesse per caso, ma giammai indispettiti dal fermarsi a contemplare, anziani che, sin dal primissimo mattino s’interessano alle tecniche d’attacco, ai modelli, all’epoca delle carrozze, alle razze dei cavalli.


Chi scrive guida un Phaeton Tabatiére 1842 di Firmin Carbonnié carrozziere dei Pirenei francesi formatosi alle dipendenze del più famoso Moulbacher. Attaccata in pariglia a madre e figlia avelignesi, dopo il recente restauro conservativo, torna sulla strada come già faceva a metà Ottocento, essendo questa carrozza impiegata come apripista da un gruppo di cantori, Les 40 Chanteurs Pyrenées, diretti dal M° Alfred Roland, impegnati nelle corti di tutta l’Europa, in Terra Santa ed autore, Roland, dell’odierno Inno Regionale della Valle d’Aosta.


Altre Tabatiére superbamente conservate sono presenti al Concorso, così come altri haflinger, dall’immagine vagamente barocca e tanti modelli di carrozze padronali oltre ad un Landau di servizio. Si entra in Città seguendo il lungofiume Parma, dove i raggi di una splendente e ancora calda giornata, giocano filtrare fra le ombre del fogliame rosso e giallo d’inizio autunno.


La gente fa a gara, approfittando delle pause per serrare la sfilata, per correre a fotografare gli attacchi, tutti eccezionalmente belli vuoi per l’equipaggio, vuoi per la regalità del cavallo, per la tipicità del legno o la rarità degli accessori. Parma stessa è stupenda: respiri l’atmosfera di nobiltà e provincia quando raggiungi la piazza principale, percorri i corsi del centro storico e fiancheggi i Caffè al cui dehor si sorseggia l’aperitivo domenicale inchinando il capo al nostro passaggio.


Col più sfavillante sole del meriggio accediamo al Parco Ducale rinfrescati dall’ombra di chiomati alberi secolari e accolti dal chiacchierio di sottofondo della folla e degli zampilli delle fontane. Il Comando dei Carabinieri Provinciali ci attende in perfetta uniforme innanzi al Palazzo, dove in emiciclo si schierano gli attacchi.


Le parole di benvenuto delle Autorità e del sacerdote che impartisce una solenne benedizione sono cariche d’emozione, le senti meditate, appropriate, vissute, non solite fredde frasi di rito. È palpabile l’eredità della nobiltà e dell’eleganza lasciata dalla Duchessa Maria Teresa, che permea l’architettura e il costume parmense, affabile, frizzante come il lambrusco, ma misuratamente sempre garbato.


Il pomeriggio è forse meno solenne, ma al Concorso di Eleganza, sul prato smeraldino ci raggiungono centinaia di persone: laddove la domenica pomeriggio si passeggia, si va giocare coi bimbi, i fidanzati camminano per mano, la città gode del verde, oggi meravigliosamente ci si trova in una favola dall’atmosfera festosa e limpida con tanto di cavalli e carrozze.


La promessa di un arrivederci al 27 Settembre 2020, da tutti gli organizzatori trepidantemente richiestaci, è per noi gradita ed onorata certezza, fosse anche solo per i tanti sorrisi di gioia che con un evento come questo siamo riusciti donare e far sbocciare.

Redazione
Fonte: GIA: Gruppo Italiano Attacchi

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